Virtopsy: Ritorno al futuro?

Virtopsy: Ritorno al futuro?

By Dr. Adrian Thomas, AuntMinnieEurope.com columnist

Traduzione: Michela Dimonte

 

17 Aprile 2013 - Recentemente ho letto un articolo in Radiology circa la fattibilità di eseguire l’ autopsia virtuale e l’angiografia e biopsia TC postmortem.

Gli autori svizzeri hanno sviluppato l'autopsia virtuale, altrimenti nota come Virtopsy.

 

Questo concetto non è così nuovo come qualcuno potrebbe pensare, tuttavia. Molti anni fa, il dottor William J. Morton, e poi HC Orrin, sottolinearono la superiorità del metodo a raggi x rispetto alla dissezione convenzionale nello studio dell’ anatomia vascolare. Orrin sottolineò il valore della stereoscopia, che ha il suo equivalente moderno nell’ angio-TC con ricostruzioni 3D. Sono sicuro che Orrin avrebbe semplicemente amato l’ angiografia TC postmortem.

 

Figure 1: First angiogram by Haschek and Lindenthal, taken in January 1896.

 

L’angio-TC postmortem è il naturale sviluppo dell’angio-TC, che a sua volta si è sviluppato a partire dall’ angiografia convenzionale. L’ Angiografia tradizionale è stata lanciata dalla scuola di radiologia Portoghese nel 1920s. L’Angiografia stessa si è sviluppata dalla pratica postmortem.

La prima procedura è stata eseguita nel gennaio 1896 da Haschek e Lindenthal che iniettarono un’emulsione di carbonato di calco (miscela di Teichmann) nel braccio tagliato da un cadavere (figura 1). L'esposizione dell’ arteriogramma era di 57 minuti, il che non è irragionevole se si ricorda la bassa potenza dell'apparecchiatura che era allora disponibile.

 

Figure 2: The X-Ray or Photography of the Invisible (William J. Morton).

Questa procedura è stata eseguita a Vienna, e durante l’ECR 2013, ho potuto vedere la radiografia originale al museo nel Josephinum. Il museo ha le sue origini nel Museo della Medicina austriaca e fu fondato da Max Neuburger. E 'un incantevole piccolo museo con una sezione radiologica. L’attrazione principale consiste in sei camere con la "Collezione di modelli anatomici e ostetrici in cera" del 18th secolo.

Il lavoro angiografico a Vienna fu presto seguito dal lavoro di un gruppo di Sheffield, Regno Unito William M. Hicks, che era il principale Firth College in Sheffield, e il Dr. Addison. Realizzarono sia un arteriogramma renale che di una mano. Iniettarono gli esemplari con minio ed i loro risultati sono stati pubblicati nello stesso mese sul British Medical Journal, il 22 febbraio 1896. (figura 2).

E ora arriva la parte davvero interessante. Morton è stato un’ importante figura in ambito di radiologia negli Stati Uniti. Ricevette il grande titolo di "professore di malattie del sistema nervoso e della mente e electro therapeutics"" in New York Post Graduate Medical School and Hospital. Ho una copia del suo libro, The X-Ray or Photography of the Invisible.La mia copia non è datata, ma deve essere stata pubblicata nel 1896/7 (figura 2).


Morton fa la seguente osservazione molto pertinente:

Nell’insegnamento dell'anatomia dei vasi sanguigni la radiografia offre un nuovo e fattibile metodo di studio. Le arterie e le vene dei cadaveri possono essere rese evidenti attraverso l’iniezione di  una sostanza radiopaca, e quindi le loro distribuzioni possono essere seguite più accuratamente rispetto a qualsiasi eventuale dissezione. La fattibilità di questo metodo si applica ugualmente bene allo studio di altre strutture ed organi del corpo morto. In un certo senso, quindi, la fotografia a raggi x può sostituire sia la dissezione che la vivisezione. Inoltre nel corpo vivente la posizione e le dimensioni di un organo cavo, come per esempio lo stomaco, possono essere accertate inducendo il soggetto a bere un fluido innocuo, più o meno radiopaco, o una miscela effervescente che causerà distensione, e successivamente acquisire l’immagine.

Ho citato questo perché penso che le parole di Morton sono molto affascinanti. In questo antico libro, egli aveva previsto gli studi gastrointestinali con mezzo di contrasto, e anche l'uso della radiologia nel equivalente della “Virtopsy” (Virtopsia).
Il primo atlante sistematico radiologico delle arterie fu di Orrin ed è stato pubblicato nel 1920. Il libro è splendidamente illustrato con radiografie mozzafiato (figure 3 e 4). Orrin scrive che, "Non importa quanto bene si esegue la dissezione, la continuità completa dei vasi, la loro esatta relazione con le ossa; i loro più fini rami terminali; la serie di anastomosi in cui entrano non è quasi mai visualizzata con precisione o apprezzata in modo intelligente da sola dissezione ". Lui fa l’eco di Morton.

      

Figure 3 (left): Systemic vessels of the superior half of the body (Orrin 1920). Right: Figure 4 (right): Systemic vessels of the inferior half of the body (Orrin 1920).

L'atlante è stato accompagnato da una serie di radiografie stereoscopiche (figura 5), "che forniscono l'unico mezzo possibile per rendere visibile con precisione i punti e i dettagli specificati."


Egas Moniz e altri radiologi portoghesi hanno reso pratica e funzionale l’ angiografia. Moniz era consapevole del lavoro pionieristico dei francesi Jean Sicard e Jacques Forestier in angiografia. Moniz inizialmente cercò di opacizzare il cervello stesso e poi eseguì iniezioni arteriose. Inoltre, il suo primo angiogramma fu un’ iniezione postmortem di una soluzione di NaI 30% in una testa conservata nel 1927.

 

Figure 5: Stereoscopic radiographs of head and neck, thorax, and abdomen (Orrin 1920).

Dr. Adrian Thomas is chairman of the International Society for the History of Radiology and honorary librarian at the British Institute of Radiology.

References

  1. Ross SG, Thali MJ, Bolliger S, Germerott T, Ruder TD, Flach PM. Sudden death after chest pain: Feasibility of virtual autopsy with postmortem CT angiography and biopsy. Radiology. 2012;264(1):250-259.
  2. Thali M, Dirnhofer R, Vock P, eds. The Virtopsy Approach: 3D Optical and Radiological Scanning and Reconstruction in Forensic Medicine. Boca Raton, FL: CRC Press; 2009.
  3. Morton WJ. The X-Ray: Or, Photography of the Invisible and Its Value in Surgery. London, U.K.: Simpkin, Marshall, Hamilton, Kent & Co. Ltd.; 1896.
  4. Orrin HC. The X-Ray Atlas of the Systemic Arteries of the Body. London, U.K.: Bailière, Tindall, and Cox; 1920.
  5. Thomas A. Let's recognize and pay homage to Portuguese genius. AuntMinnieEurope.com website. http://www.auntminnieeurope.com/index.aspx?sec=sup&sub=xra&pag=dis&ItemID=607454. Accessed 16 April 2013.
  6. Museum at the Josephinum. Medical University of Vienna website. http://www.josephinum.meduniwien.ac.at/organisation/museum-at-the-josephinum/en/. Accessed 16 April 2013.
  7. Anonymous. The new photography in Sheffield. BMJ. 1896;495-496.


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